Save the date: 14 novembre presentazione a Bologna del Rapporto “Io sono cultura” a cura della Fondazione Symbola

 

IO SONO CULTURA – Rapporto 2017

Abstract

EMILIA ROMAGNA  QUINTA PER OCCUPAZIONE PRODOTTA DA CULTURA E CREATIVITA’

BOLOGNA E MODENA  NELLA TOP TEN DELLE PROVINCE PER RICCHEZZA PRODOTTA E OCCUPAZIONE

LA CULTURA MOTORE DELL’ITALIA E DEL MADE IN ITALY

i dati di IO SONO CULTURA il rapporto annuale di Symbola e Unioncamere:  il sistema produttivo culturale e creativo produce 89,9 miliardi di valore aggiunto e ne muove in totale 250: il 16,7% della ricchezza prodotta

 

  L’Emilia Romagna è quinta nella graduatoria delle regioni per incidenza di occupazione e settima in quella per quota di valore aggiunto dovuti al sistema produttivo culturale e creativo sul totale della locale economia.  Un risultato cui contribuiscono soprattutto le province di Modena e Bologna,  sesta e settima per quota di occupazione dovuta a cultura e creatività. Bologna e Modena,  inoltre,  sono rispettivamente la  nona e la decima  provincia d’Italia per incidenza di valore aggiunto dovuto a cultura e creativitàÈ quanto emerge dalle classifiche dello studio “Io sono cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” elaborato da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche e di Sida Group.

L’unico studio in Italia che annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I numeri dimostrano che la cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera 89,9 miliardi di euro e ‘attiva’ altri settori dell’economia, arrivando a muovere nell’insieme 250 miliardi, equivalenti al 16,7% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone (quasi 22mila unità in più del 2015), che rappresentano il 6% del totale degli occupati in Italia.

Nel complesso quello produttivo culturale e creativo è un sistema con il segno più: nel 2016 ha prodotto un valore aggiunto superiore rispetto all’anno precedente (+1,8%), sostenuto da un analogo aumento dell’occupazione (+1,5%). Crescite lievemente superiori a quelle relative al complesso dell’economia (+1,5% di valore aggiunto e +1,3% di occupazione).

(continua…)

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E il pubblico chi lo fa? incontri sulla formazione del pubblico a Bologna e Milano

foto di Altre Velocità.

Giovedì 26 ottobre dalle ore 14:30 alle ore 19:00

E il pubblico chi lo fa?

Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna 

Via delle Donzelle, 2, 40126 Bologna

E il pubblico chi lo fa?
Una inchiesta sulla formazione del pubblico tra buone pratiche, crescere spettatori e acrobazie critiche
a cura di Altre Velocità, ateatro e Stratagemmi Prospettive TeatraliDue giorni di lavoro a Bologna e Milano per raccogliere e mettere in rete pratiche, strumenti e progetti di audience development inteso come formazione del pubblico, in vista di un’inchiesta su scala nazionale a partire da Emilia Romagna e Lombardia attorno all’educazione dello sguardo e con il coordinamento scientifico dei ricercatori dell’Università di Urbino Carlo Bo.
I due momenti di incontro sono aperti al pubblico e invitano teatri, compagnie e artisti di queste regioni a intervenire presentando i loro progetti.
Le giornate incrociano le esperienze pluriennali di tre redazioni: Altre Velocità e il progetto Crescere spettatori, sostenuto dal MiBACT nel triennio 15/17; ateatro e i percorsi di Passioni e saperi. Buone pratiche, incontri e strumenti per lo spettacolo; Stratagemmi Prospettive Teatrali con in particolare il progetto Acrobazie critiche e Sal8 teatrale, sostenuti da Fondazione Cariplo.
Bologna, 26 ottobre 2017
Auditorium della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
via delle Donzelle 2, Bologna14:30 – 16.00
Presentazione Crescere spettatori, rivista a cura di Altre Velocità con il sostegno di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Intervengono Maura Pozzati (consigliera FdM), Federico Mazzoleni (disegnatore), Nicola Borghesi (Kepler – 452); con i docenti Francesco Genovesi, Angela Pesce, Giovanna Renzi, Giulia Silvestri, Daniela Zani

16:15 – 18:45
Inchiesta sulla formazione del pubblico. Partecipano Laura Gemini e Stefano Brilli (Università di Urbino), Antonio Taormina (Università di Bologna), Gianni Cottafavi (Regione Er) e Massimo Marino (critico teatrale). Illustrano le loro pratiche compagnie e teatri della regione Emilia-Romagna.

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Non Riservato
via Marsala 8, Milano

15.00 – 15.30
Inchiesta sulla formazione del pubblico: presentazione a cura di Laura Gemini e Stefano Brilli (Università di Urbino).

15.30 – 17.30
Le compagnie e i teatri della Lombardia illustrano le loro pratiche di formazione del pubblico attraverso la compilazione live del questionario.

17.30 – 19.00
Le pratiche di audience development in Lombardia: ne discutono Alessandro Bollo (Polo del 900 di Torino), Francesco De Biase (Comune di Torino), Roberto Canziani (critico e docente), Cristina Da Milano (Engageaudicens.eu).
A seguire, spritz development, ovvero l’aperitivo e la formazione dello spettatore.

Al via la nuova edizione del Master in Imprenditoria dello Spettacolo dell’ Università di Bologna.

 

Al via la nuova edizione del Master in Imprenditoria dello Spettacolo dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Sono in corso le iscrizioni per partecipare alla selezione del Master di I livello in Imprenditoria dello Spettacolo per l’anno accademico 2017-2018. Il Master – la prima edizione si è tenuta nel 2001-2002 – è stato istituito dal Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
La  domanda di partecipazione  deve pervenire entro il 4 dicembre 2017.
Obiettivo del master è formare figure organizzative dello Spettacolo dal vivo (prosa, musica e danza) in possesso di competenze professionali rispondenti alle esigenze attuali del mercato nazionale e internazionale – in linea con l’evoluzione delle politiche culturali, sociali ed economiche – in grado di operare nella progettazione, produzione e distribuzione. A conclusione del percorso formativo, i partecipanti potranno ricoprire ruoli organizzativi/gestionali presso enti pubblici e privati: teatri, compagnie, istituzioni culturali.
Il Master, della durata complessiva di 1.500 ore (di cui 500 di stage), si avvale del patrocinio e della collaborazione di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione e della Fondazione Teatro Comunale di Bologna; del patrocinio di ENCATC European Network on Cultural Management and Policy e di AGIS Associazione Generale Italiana dello Spettacolo.
Il master è diretto dal prof. Marco De Marinis, il coordinamento generale è affidato ad Antonio Taormina. Le lezioni saranno tenute da docenti dell’Università di Bologna e di altri atenei e da esperti provenienti dal mondo imprenditoriale, tra gli altri: Lucio Argano, Franco Bianchini, Vincenzo Cavaliere, Elena Cervellati, Daniele Donati, Maurizio Frittelli, Mimma Gallina, Fulvio Macciardi, Andrea Maulini, Michele Trimarchi.

http://imprenditoriaspettacolo.blogspot.it/
Scarica il bando

save the date: 12 luglio 2017, Firenze, presentazione del libro “La formazione al management culturale. Scenari, pratiche, nuove sfide” a cura di Antonio Taormina

Immagine

Antonio Taormina

slide Firenze okIl volume si avvale dei contributi di: Lucio Argano, Fabrizio Maria Arosio, Franco Bianchini, Alessandro Bollo, Sara Bonesso, Giada Calvano, GiannaLia Cogliandro Beyens, Alessandro Colombo, Fabio Donato, Mimma Gallina, Alessandra Gariboldi, Fabrizio Gerli, Fabrizio Montanari, Pierluigi Richini, Monica Sardelli, Annachiara Scapolan, Annick Schramme, Antonia Silvaggi, Michele Trimarchi, Bruno Zambardino.

La definizione di manager culturale è entrata ormai stabilmente nel lessico della gestione e delle politiche della cultura. Sta ad indicare un professionista in possesso di competenze chiave – in continuo divenire – che attengono più aree disciplinari; una figura le cui funzioni, di fatto non riconducibili a protocolli condivisi, comprendono più ambiti d’azione. Questo libro tratta della sua formazione e dei relativi paradigmi, contenuti, modalità. Da qui l’adozione di molteplici punti di vista, la giustapposizione di analisi di impianto accademico, interventi critici, esiti di ricerche empiriche. Ci si pone, tra gli altri, l’obiettivo di rappresentare lo stato dell’arte, nel nostro paese…

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save the date: 29 aprile 2017, Salerno, presentazione del libro “La formazione al management culturale”

sabato 29 aprile ore 11:00

Museo Archeologico Provinciale di Salerno

Via San Benedetto 28, 84122 Salerno

Dibattito in occasione della presentazione del volume

La formazione al management culturale. Scenari, pratiche, nuove sfide

a cura di Antonio Taormina, edizioni FrancoAngeli

Interverranno con il curatore:
Alfonso Andria, Presidente del Centro Universitario Europeo dei Beni Culturali di Ravello
Lucio Argano, Università Cattolica di Milano; Senior Partner PTS Consulting
Antonio Bottiglieri, Presidente di SCABEC
Francesco Sirano, Direttore del Parco Archeologico di Ercolano

Coordina Giuseppe Ariano, Presidente Fonderie Culturali


Il volume si avvale dei contributi di: Lucio Argano, Fabrizio Maria Arosio, Franco Bianchini, Alessandro Bollo, Sara Bonesso, Giada Calvano, GiannaLia Cogliandro Beyens, Alessandro Colombo, Fabio Donato, Mimma Gallina, Alessandra Gariboldi, Fabrizio Gerli, Fabrizio Montanari, Pierluigi Richini, Monica Sardelli, Annachiara Scapolan, Annick Schramme, Antonia Silvaggi, Michele Trimarchi, Bruno Zambardino.

La definizione di manager culturale è entrata ormai stabilmente nel lessico della gestione e delle politiche della cultura. Sta ad indicare un professionista in possesso di competenze chiave – in continuo divenire – che attengono più aree disciplinari; una figura le cui funzioni, di fatto non riconducibili a protocolli condivisi, comprendono più ambiti d’azione. Questo libro tratta della sua formazione e dei relativi paradigmi, contenuti, modalità. Da qui l’adozione di molteplici punti di vista, la giustapposizione di analisi di impianto accademico, interventi critici, esiti di ricerche empiriche. Ci si pone, tra gli altri, l’obiettivo di rappresentare lo stato dell’arte, nel nostro paese, di quest’area della formazione fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione dei settori della cultura e della creatività. Finalità del libro è altresì proporre elementi di riflessione per le istituzioni culturali, le università e gli altri enti che progettano e realizzano percorsi formativi, per i docenti e soprattutto per i futuri manager della cultura.

save the date: 28 marzo 2017, Roma, presentazione del libro “La formazione al management culturale”

Roma, 28 marzo 2018 ore 16,  presso AGIS Via di Villa Patrizi,10

Note: La definizione di manager culturale è entrata ormai stabilmente nel lessico della gestione e delle politiche della cultura. Sta ad indicare un professionista in possesso di competenze chiave – in continuo divenire – che attengono più aree disciplinari; una figura le cui funzioni, di fatto non riconducibili a protocolli condivisi, comprendono più ambiti d’azione. Questo libro tratta della sua formazione e dei relativi paradigmi, contenuti, modalità. Dei rapporti, non sempre ottimali, che intercorrono tra l’offerta formativa in tale area e il mondo del lavoro; delle prossime sfide che le imprese culturali e creative dovranno sostenere.
Affrontare il tema della formazione al management della cultura è ora più che mai un compito difficile, per le connessioni tra politiche della cultura, economiche e del lavoro; per la stretta relazione, in ambito culturale, tra sistemi di governance e modelli manageriali.
Da qui il coinvolgimento di autori che provengono da realtà ed esperienze diverse, l’adozione di molteplici punti di vista, la giustapposizione di analisi di impianto accademico, interventi critici, esiti di ricerche empiriche.
Fermo restando il quadro di riferimento a livello europeo, ci si pone tra gli altri, l’obiettivo di rappresentare lo stato dell’arte, nel nostro paese, di quest’area della formazione fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione dei settori della cultura e della creatività.
Finalità di questo libro è altresì proporre elementi di riflessione per le istituzioni culturali, le università e gli altri enti che progettano e realizzano percorsi formativi, per i docenti e soprattutto per i futuri manager della cultura.

Edito da FrancoAngeli, il volume si avvale dei contributi di: Lucio Argano, Fabrizio Maria Arosio, Franco Bianchini, Alessandro Bollo, Sara Bonesso, Giada Calvano, GiannaLia Cogliandro Beyens, Alessandro Colombo, Fabio Donato, Mimma Gallina, Alessandra Gariboldi, Fabrizio Gerli, Fabrizio Montanari, Pierluigi Richini, Monica Sardelli, Annachiara Scapolan, Annick Schramme, Antonia Silvaggi, Michele Trimarchi, Bruno Zambardino.

save the date: 16 marzo 2017 presentazione del libro “La formazione al management culturale”

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Note: La definizione di manager culturale è entrata ormai stabilmente nel lessico della gestione e delle politiche della cultura. Sta ad indicare un professionista in possesso di competenze chiave – in continuo divenire – che attengono più aree disciplinari; una figura le cui funzioni, di fatto non riconducibili a protocolli condivisi, comprendono più ambiti d’azione. Questo libro tratta della sua formazione e dei relativi paradigmi, contenuti, modalità. Dei rapporti, non sempre ottimali, che intercorrono tra l’offerta formativa in tale area e il mondo del lavoro; delle prossime sfide che le imprese culturali e creative dovranno sostenere.
Affrontare il tema della formazione al management della cultura è ora più che mai un compito difficile, per le connessioni tra politiche della cultura, economiche e del lavoro; per la stretta relazione, in ambito culturale, tra sistemi di governance e modelli manageriali.
Da qui il coinvolgimento di autori che provengono da realtà ed esperienze diverse, l’adozione di molteplici punti di vista, la giustapposizione di analisi di impianto accademico, interventi critici, esiti di ricerche empiriche.
Fermo restando il quadro di riferimento a livello europeo, ci si pone tra gli altri, l’obiettivo di rappresentare lo stato dell’arte, nel nostro paese, di quest’area della formazione fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione dei settori della cultura e della creatività.
Finalità di questo libro è altresì proporre elementi di riflessione per le istituzioni culturali, le università e gli altri enti che progettano e realizzano percorsi formativi, per i docenti e soprattutto per i futuri manager della cultura.